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Manutenzione cancelli automatici: cosa fare per farli durare più a lungo

Operatore che svolge una manutenzione del cancello di casa
03/07/202603/07/2026

Quante volte un cancello automatico si è bloccato nel momento meno opportuno? Sotto la pioggia, a fine giornata, davanti a un cliente che aspetta: nella maggior parte dei casi, però, la causa non è un difetto dell’automazione o del cancello, ma la mancanza di una manutenzione ordinaria.   

E se hai un cancello automatizzato a casa tua o, ancora meglio, se sei un installatore, lo sai bene: un impianto monitorato con regolarità raramente si guasterà all’improvviso richiedendo un intervento d’emergenza.  

In Italia, la manutenzione dei cancelli automatici, oltretutto, non è solo una buona pratica professionale, ma un obbligo regolamentato da un quadro normativo preciso, che coinvolge direttamente chi installa e chi possiede l’impianto.  

In questo articolo, quindi, vedremo insieme: 

  • cosa prevede la normativa 
  • quali operazioni bisogna eseguire durante ogni intervento,  
  • come valutare la durata di un motore  
  • per gli installatori, come rispondere alle domande più comuni di un cliente 

Perché la manutenzione del cancello automatico è obbligatoria 

Il testo di riferimento per la manutenzione dei cancelli automatici è la Direttiva Macchine 2006/42/CE che, come ha stabilito la Commissione Europea, si applica a tutte le chiusure motorizzate, porte, cancelli automatici e similari, perché classificate a tutti gli effetti come macchine. In Italia la direttiva è stata recepita con il D.Lgs. n. 17 del 27 gennaio 2010. 

Le norme tecniche di riferimento sono tre: 

  • UNI EN 13241 (versione 2016): norma di prodotto per porte e cancelli industriali, commerciali e da garage, con requisiti prestazionali generali. 
  • UNI EN 12604 (versione 2021): aspetti meccanici, requisiti e metodi di prova. 
  • UNI EN 12453 (versione 2023): sicurezza nell’uso delle porte motorizzate, requisiti e metodi di prova. 

Queste norme, oltre alla fase di installazione, definiscono i requisiti che l’impianto deve mantenere nel tempo: un cancello non manutenuto che non rispetta più quei requisiti, infatti, è un impianto tecnicamente non conforme. 

E se il cancello guasto causa un incidente?  

Sul piano della responsabilità civile, il meccanismo è quello che già conosci bene: in caso di incidente causato da un cancello non manutenuto, la responsabilità ricade sul proprietario dell’impianto. Non è un dettaglio che deve spaventare, ma un’informazione che il tuo cliente ha il diritto di conoscere e che, se spiegata correttamente, diventa una delle ragioni più solide che ti permetteranno di concordare la manutenzione programmata. 

Se vuoi approfondire il quadro normativo, leggi l’articolo CAME dedicato alle normative sui cancelli automatici. 

Ogni quanto è obbligatoria e a chi spetta la manutenzione dei cancelli automatici? 

Manutenzione dei cancelli automatici in via preventiva

In merito alla tempistica, le norme non stabiliscono una frequenza fissa. Per questo tipo di informazioni, infatti, potrai fare riferimento al libretto d’uso e manutenzione che hai consegnato al cliente in fase di messa in servizio: lì è indicata la periodicità raccomandata per quello specifico impianto, in base alle caratteristiche del prodotto installato. 

Come orientamento generale, queste sono le indicazioni da seguire: 

  • ad uso residenziale: andrà fatto almeno un intervento all’anno 
  • ad uso intensivo (condomini, aziende): sarà da fare almeno un intervento ogni sei mesi 

La responsabilità della manutenzione, poi, varia in base al contesto: 

  1. Abitazione privata: la manutenzione spetta al proprietario dell’immobile. 
  2. Condominio: è di competenza dell’amministratore, che gestisce la spesa in quota millesimale. 
  3. Immobile commerciale o industriale: la responsabilità è del responsabile dell’impianto, figura che in molti contesti coincide con il datore di lavoro o il preposto alla sicurezza.

In tutti e tre i casi, la manutenzione deve essere eseguita da personale qualificato. Se hai necessità di fare la manutenzione del tuo cancello automatizzato, sappi che CAME mette a disposizione una rete di installatori autorizzati CAME su tutto il territorio nazionale a cui puoi rivolgerti.  

Le operazioni di manutenzione ordinaria: cosa controllare 

Ogni intervento di manutenzione ordinaria può diventare un’occasione per verificare lo stato complessivo dell’impianto, non solo le componenti più importanti o quelle più evidenti.  

Effettuare un check sistematico permette infatti di individuare problemi in fase iniziale (prima cioè che diventino guasti!) e di documentare il lavoro svolto in modo tracciabile.  

Le operazioni principali che si consigliano di eseguire a ogni ciclo sono: 

  • Ispezione visiva di struttura, cerniere e guide: verificare l’assenza di deformazioni, corrosioni o usura meccanica evidente sui componenti strutturali. 
  • Verifica dei dispositivi di sicurezza: fotocellule, coste sensibili e lampeggiante devono essere funzionanti e correttamente allineati. Si consiglia di testare la risposta del sistema in entrambe le direzioni di manovra. 
  • Lubrificazione di bracci, cerniere, ruote e guide: usare il lubrificante corretto per il tipo di meccanismo. Cremagliera, perni e snodi dei bracci articolati richiedono poi un’attenzione specifica. 
  • Verifica della centralina e dei collegamenti elettrici: controllare l’assenza di ossidazioni, connessioni allentate o segnali di surriscaldamento sulla scheda. 
  • Test del dispositivo di sblocco manuale: verificare che sia sempre accessibile e funzionante, anche in assenza di alimentazione. 
  • Verifica degli aggiornamenti del firmware, dove previsto: su impianti dotati di connettività – come quelli integrati con il CAME CONNECT, per esempio, è consigliabile controllare che il software di bordo sia aggiornato. 

Per qualsiasi accessorio che necessiti di sostituzione durante l’intervento, trovi il catalogo completo degli accessori per automazioni direttamente sul sito CAME.

Quanto dura un motore per cancelli automatici e quando sostituirlo 

Migliore automazione per cancello automatico

La durata di un motore per cancelli di qualità dipende da tre variabili principali: 

  1. l’intensità con cui si utilizza  
  2. le condizioni ambientali di installazione  
  3. la regolarità della manutenzione  

I fattori che riducono sensibilmente la durata del motore sono infatti: 

  • l’utilizzo intensivo senza manutenzione programmata,  
  • l’esposizione prolungata a condizioni atmosferiche estreme (sbalzi termici, umidità elevata, ambienti marini o industriali) 
  • un’installazione non conforme alle specifiche tecniche del prodotto. 

Nel caso di CAME, le automazioni per cancelli scorrevoli e le automazioni per cancelli a battente coprono ogni tipologia di applicazione, dal residenziale leggero fino all’uso intensivo su impianti industriali. La gamma include infatti sia motori tradizionali che modelli con tecnologia Brushless, progettati per garantire affidabilità nel tempo con minori esigenze di manutenzione sulla meccanica. 

Come accorgersi che il motore per cancello sta per guastarsi? Il consiglio è quello di stare attenti ai segnali che indicano un motore prossimo alla fine del ciclo di vita, ovvero: 

  • rumori anomali in fase di manovra,  
  • rallentamento nel ciclo di apertura o chiusura,  
  • surriscaldamento della carcassa anche con utilizzo nella norma. 

Approfondiamo l’argomento nel paragrafo successivo.

I segnali che indicano che il motore del cancello è da cambiare  

Operatore che svolge la manutenzione delle automazioni del cancello di casa

Se sei un installatore, saprai sicuramente riconoscere un problema temporaneo da un’usura strutturale. Quello che segue vuole quindi essere un riferimento pratico per rendere la valutazione più sistematica, oltre che per documentare la diagnosi e spiegare al cliente, in modo chiaro e autorevole, perché è arrivato il momento di sostituire l’impianto. 

I segnali che indicano che il motore andrebbe sostituito e non solamente riparato, sono: 

  • Surriscaldamento anomalo della carcassa motore anche con cicli di utilizzo rientranti nella norma dichiarata dal costruttore. 
  • Assorbimento di corrente fuori dai valori di targa, rilevabile con pinza amperometrica: indica un degrado degli avvolgimenti o un aumento anomalo degli attriti interni. 
  • Usura avanzata dello stelo o del braccio telescopico nei modelli lineari, con gioco meccanico non recuperabile. 
  • Sostituzione ripetuta dei condensatori di avviamento in tempi ravvicinati: sintomo di un motore che non riesce più a gestire i picchi di avvio in modo autonomo. 
  • Riduzione sensibile della coppia anche dopo interventi sul quadro di comando e verifica della taratura. 
  • Rumori interni persistenti come sfregamento, ticchettio, vibrazione che non si risolvono dopo lubrificazione e ispezione meccanica. . 

In generale, però, la scelta di sostituire un motore per cancelli va sempre contestualizzata rispetto all’età dell’impianto, al numero di cicli stimati e alla disponibilità dei ricambi.  

Su impianti datati, per esempio, sostituire il gruppo motore con un modello CAME di nuova generazione è spesso la scelta più razionale: garantisce piena conformità normativa, prestazioni prevedibili e la possibilità di integrare tecnologie aggiornate (come la gestione remota via CAME Connect) che su hardware obsoleto non sarebbero disponibili.

Mantenere gli impianti efficienti è alla base di tutto 

La manutenzione non è un costo aggiuntivo: è la condizione che permette a un impianto di funzionare in sicurezza nel tempo e che protegge sia il proprietario sia chi ha eseguito l’installazione. Eseguirla con regolarità significa ridurre le chiamate di emergenza, avere impianti più longevi e clienti che riconoscono il valore del tuo lavoro. 

Se vuoi saperne di più sui prodotti CAME o hai bisogno di supporto nella gestione della manutenzione degli impianti: siamo a tua completa disposizione. 

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