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Sostituire il citofono con un videocitofono: come e quando è possibile farlo Sostituire il citofono con un videocitofono: guida tecnica

16/09/202616/09/2026

Sostituire un vecchio citofono con un videocitofono è una richiesta sempre più comune. Chi sceglie di fare questo passo cerca maggiore sicurezza, più comodità e, sempre più spesso, la possibilità di integrare il videocitofono con gli altri sistemi connessi della casa. 

Per gli installatori, però, la prima cosa da capire è se l’impianto esistente possa essere riutilizzato o meno. Prima di cambiare il citofono, infatti, l’installatore verifica il sistema, il cablaggio, valuta lo stato e capisce quale soluzione permette di ottenere il risultato desiderato senza rendere l’intervento più invasivo del necessario.

In questo articolo, quindi, analizzeremo tre scenari ricorrenti:  

  • Quando l’impianto è già compatibile con il nuovo videocitofono 
  • Quando l’impianto richiede un adeguamento  
  • Quando il contesto è tale per cui conviene orientarsi verso una soluzione IP. 

A queste si aggiunge il condominio, dove alle valutazioni tecniche si affiancano quelle relative alle parti comuni e alle eventuali autorizzazioni necessarie. 

Citofono e videocitofono: quali differenze contano davvero? 

Se sei un installatore, sai bene che quando si deve sostituire un vecchio citofono non basta scegliere il nuovo dispositivo, ma è necessario capire su quale infrastruttura dovrai lavorare. 

Una verifica preliminare del sistema e della targa esterna, insieme al controllo del cablaggio, ci permette di individuare rapidamente le soluzioni compatibili, stimare la complessità dell’intervento e orientare il cliente verso i videocitofoni più adatti.

Vediamo i tre scenari principali in cui è possibile imbattersi:   

Impianti a 2 fili con sistema CAME 

È una configurazione molto diffusa nell’ambito residenziale. Per riconoscerla verifichiamo la linea che collega la targa esterna videocitofonica CAME al ricevitore interno: troviamo due conduttori, generalmente non polarizzati. 

In molti casi è possibile utilizzare il cablaggio già presente anche per installare un videocitofono CAME, evitando di posare nuovi cavi e riducendo tempi e complessità dell’intervento. 

La presenza dei due fili, però, non è sufficiente per procedere: prima della sostituzione dobbiamo controllare anche le condizioni del cavo, in particolare la sezione e lo stato dell’isolamento. Riutilizzare il cablaggio esistente è un vantaggio solo quando questo è ancora adeguato al nuovo sistema. 

Assenza di cablaggio dedicato o impossibilità di intervento 

Non sempre possiamo intervenire sui cavi esistenti: può succedere in un edificio storico, in un immobile in locazione oppure in un condominio in cui non è possibile modificare l’impianto comune. 

Lo stesso vale quando il cablaggio è deteriorato o difficilmente accessibile: in questi casi possiamo valutare una soluzione IP, con funzionalità più performanti. 

Se si vuole una soluzione che sfrutti la connettività, quindi l’utilizzo dell’APP per rispondere alla chiamata, è però fondamentale verificare la copertura della rete nel punto previsto per l’installazione dei videocitofoni connessi. La qualità della connessione è parte integrante della verifica tecnica, esattamente come lo stato di un cavo in un impianto tradizionale. 

Come sostituire il citofono con un videocitofono: procedura operativa

A livello operativo, quindi, come si cambia un citofono con un videocitofono? La procedura parte dalla verifica dell’impianto esistente. Una volta accertata la compatibilità, possiamo rimuovere il vecchio sistema, installare la nuova targa esterna, collegare il ricevitore interno, configurare il videocitofono e testarne tutte le funzioni. 

Se il sistema è connesso, alla procedura si aggiungono la configurazione della rete e dei servizi digitali previsti. 

Vediamo adesso i passaggi principali. 

1. Scollegamento e rimozione dell’impianto esistente 

Prima di intervenire mettiamo in sicurezza l’impianto elettrico e analizziamo i collegamenti presenti. Un passaggio semplice ma utile potrebbe essere quello di documentare il cablaggio prima di scollegarlo: fotografare i morsetti e identificare i conduttori ci permette di avere un riferimento durante l’installazione del nuovo sistema. 

Se il cablaggio è compatibile e in buone condizioni, cerchiamo di preservarlo. Evitare opere murarie o la posa di nuove linee significa ridurre i tempi di installazione e, soprattutto, evitare al cliente costi non necessari.

2. Installazione della targa esterna 

Una volta verificata l’infrastruttura, possiamo procedere con la targa esterna. 

Il suo posizionamento deve tenere conto sia dell’utilizzo quotidiano sia delle caratteristiche dell’ambiente. Di solito il riferimento è il centro della telecamera che deve essere posizionato a 165 cm da terra.  

Dobbiamo poi valutare l’esposizione agli agenti atmosferici e scegliere un dispositivo con un grado di protezione adeguato al luogo di installazione: in ogni caso accessori come il tettuccio parapioggia, aiutano a proteggere le installazioni particolarmente esposte agli eventi atmosferici 
 
È importante verificare la modalità di montaggio che dipende dal contesto. Una soluzione a incasso può integrarsi meglio nella struttura esistente, mentre il montaggio a superficie può semplificare l’intervento quando vogliamo limitare le opere sulla parete. 

In tal senso, le targhe esterne dei videocitofoni CAME permettono di rispondere a diverse esigenze di installazione e a differenti contesti architettonici.

3. Collegamento e configurazione del ricevitore interno 

Quindi, come si collega un videocitofono? Se il cablaggio esistente è stato verificato ed è compatibile con il nuovo sistema, colleghiamo il ricevitore ai morsetti previsti e procediamo con la prima accensione. 

A questo punto configuriamo la chiamata e controlliamo il corretto funzionamento del segnale video e della comunicazione audio.  

Per le soluzioni connesse, come PLX Wi-Fi e XTS 7 WIFI, dobbiamo inoltre configurare la connessione alla rete domestica e i servizi tramite app CAME ACCESS previsti dal sistema. 

Il collaudo finale è importante quanto l’installazione. Verifichiamo la qualità del video, l’audio bidirezionale, i tempi di risposta e l’apertura della serratura elettrica o del cancello. 

La gamma di ricevitori interni videocitofoni CAME, per esempio, consente di scegliere la soluzione più adatta in funzione dell’impianto e delle esigenze del cliente. 

4. Integrazione con automazioni e sistemi CAME Connect 

La sostituzione del citofono può diventare anche l’occasione per rendere più semplice la gestione degli accessi. Se nell’abitazione sono già presenti un’automazione CAME per il cancello o il portone e dispositivi compatibili, possiamo valutare di integrarlo attraverso CAME Connect. 

Per l’installatore significa poter lavorare all’interno di un ecosistema tecnologico integrato, con prodotti, servizi e supporto CAME. Per il cliente significa avere un’esperienza più semplice nella gestione quotidiana degli accessi e dei dispositivi connessi. 

In presenza di un impianto esistente, la sostituzione del videocitofono può quindi essere il momento giusto per verificare anche lo stato dei motori per cancelli e valutare insieme al cliente eventuali possibilità di integrazione. 

Sostituzione del citofono in condominio: variabili normative da gestire con il cliente 

Come sostituire il citofono con un videocitofono in ambito condominiale? Prima di intervenire dobbiamo capire quali componenti appartengono all’impianto comune e quali sono invece al servizio del singolo appartamento. Se la sostituzione coinvolge parti comuni, è necessario coordinarsi con l’amministratore e verificare le eventuali autorizzazioni richieste. 

Dal punto di vista operativo, questa distinzione è fondamentale. 

La targa esterna condominiale e parte dell’infrastruttura di cablaggio sono normalmente elementi comuni. Il dispositivo presente all’interno dell’abitazione è invece al servizio della singola unità immobiliare. 

Questo non significa, però, che ogni ricevitore interno possa essere sostituito liberamente con qualsiasi videocitofono: prima di cambiare il citofono dobbiamo comunque verificarne la compatibilità con l’impianto condominiale esistente. 

Se l’intervento coinvolge invece la targa esterna o richiede modifiche all’infrastruttura comune, dobbiamo indirizzare il cliente verso l’amministratore del condominio, che potrà verificare il percorso autorizzativo necessario e l’eventuale coinvolgimento dell’assemblea. 

Quando non è possibile modificare l’impianto comune, possiamo valutare con il cliente una soluzione autonoma, compatibilmente con le caratteristiche dell’edificio e dell’installazione.

La gamma di videocitofonia CAME: soluzioni per ogni scenario di sostituzione 

Ogni sostituzione di citofono è un caso a sé. Un impianto a 2 fili ancora in buone condizioni richiede un approccio diverso da un vecchio sistema non compatibile, o da un edificio in cui non è possibile intervenire sul cablaggio.  

Per questo partiamo sempre dall’impianto esistente e dalle esigenze di chi lo utilizzerà. 

Con la gamma videocitofonica CAME è possibile rispondere a contesti diversi, dal piccolo residenziale agli impianti più articolati, scegliendo soluzioni pensate per semplificare installazione, configurazione e gestione. 

Per approfondire prodotti, strumenti, documentazione e servizi dedicati all’installazione, puoi accedere al canale riservato ai professionisti.

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